Passeggiando per i corridoi di un liceo scientifico...

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Passeggiando per i corridoi di un liceo scientifico...

Messaggio Da Phylos il Ven 18 Lug 2008, 20:47

Vi voglio raccontare la mia esperienza, un po' perchè ho letto qualche intervento di risposta alla domanda "perchè matematica?", un po' perchè, diamine, siamo matematici, se non mi sfogo con voi con chi posso farlo?!

Mi è capitato 2 settimane fa di tenere 2 corsi del recupero del debito in un liceo scientifico vicino casa mia; una cosa seria con tanto di registro e di contratto!
Il primo giorno ero emozionatissima, ma andò alla grande. Nonostante mi avessero dato 2 classi in cui gli studenti più bravi avevano preso il debito con 4.3, i ragazzi mi seguivano, intervenivano e lavoravano tanto.
Così ritornai a casa con un certo senso di soddisfazione.
Allo stesso modo andarono i giorni seguenti. Certo, una volta svelata la mia età molti smisero di darmi del lei, ma il clima era piacevole, e non importava un fico secco a nessuno della mia inesperienza nel gestire una classe e della mia autorità fasulla visto che c'erano davvero pochi anni di differenza tra me e loro... e i risultati c'erano! La motivazione, ve lo dico col cuore, non sta in un mio super talento nell'insegnare o in qualche super potere, e nemmeno posso dire di essere stata fortunata perchè, ve lo posso garantire, ce n'erano di pesti in quelle classi! La motivazione sta semplicemente nel fatto che io volevo dar loro qualcosa, e loro si videro arrivare lì questa "pischelletta" che chiamavano prof ma che si sentiva molto di più alunna, che però non li mollava se non avevano capito tutti i concetti spiegati.
In poche parole vedevano che a me importava qualcosa di loro, e questo bastò.
Quando ripenso agli anni del mio liceo mi ricordo una ragazza che durante le assemblee di classe s'incavolava contro i suoi compagni e difendeva i professori, ed ora la stessa ragazza è cresciuta e forse sta cambiando schieramento perchè ha visto come gli studenti d'oggi entrano nella scuola senza una passione ed un obiettivo, ma anche come sono coscienti del loro "essere annoiati" e come si fidano di chi prova ad offrir loro un'alternativa.
La matematica è la materia nera della maggioranza degli studenti, eppure tutti quelli che sono iscritti alla nostra facoltà hanno avuto nella loro storia scolastico un " se non fosse stato per quel/quella prof di matematica ...", segno evidente del fatto che da qualche parte, forse tra i ragazzi, forse tra i professori, o forse altrove, qualcosa non va, ed è una società intera che ne sta già pagando le spese!
A volte mi sembra si faccia a gara a chi mantenga il cervello il più incelofanato possibile...
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Re: Passeggiando per i corridoi di un liceo scientifico...

Messaggio Da Virginitas il Ven 18 Lug 2008, 21:11

La persona che stimo e ammiro di più al mondo è la mia insegnate di italiano delle superiori; una donna che non ti insegna solo italiano ma insegna la vita. Ciò che mi ha insegnato lei è che per essere un bravo insegnante devi prima di tutto amare la tua materia e amare l'insegnamento. La sua prima lezione riguardò il termine autoritas che viene dal latino augeo ( far crescere). Autoritas è una vox media, ossia un termine che può avere valenza positiva e negativa, la valenza positiva è autorevolezza. L'autorevolezza non te la da nessuno e una cosa che devi avere e che deve essere riconosciuto da coloro sui quali la eserciti: in parole povere è un carisma. Solo se l'alunno riconosce questa autorevolezza ( cosa che è successa a te, non che tu sia cerbero ma ti avevano riconosciuto come una persona in grado di insegnare ) allora il processo di apprendimento può riuscire, altrimenti è molto difficile. La mia insegnante iniziò la sua carriera poco prima del'68, ha fatto esperienze limite, ha visto suoi alunni andare in galera ( e gli portava i libri per studiare in modo che non si abbrutissero in carcere), ha fatto esperienza di didattica alternativa ma sempre con lo scopo di far crescere i suoi alunni come persone. Che cosa è cambiato da allora? Non ve lo so dire la colpa è in tutti.
I presidi che per privilegiare l'arrivo di fondi statali dovuti al "profitto" della scuola impongono agli insegnanti di essere meno severi.
Genitori che non riconoscono la scuola come un' istituzione di supporto all'educazione dei ragazzi.
Studenti che ( come sempre ed in tutto le epoche) sono scioperati, anche perchè non hanno chiaro l'importanza del diritto allo studio.
Insegnanti stanchi, frustrati dall'essere considerati fanalino di coda della società, depressi perchè non ascoltati.
Tempo fa venne pubblicato uno studio nel quale si diceva che la categoria che richiede più di frequente l'aiuto dello psicologo è quella degli insegnanti e ciò ci dovrebbe far riflettere.
Con questo non voglio dire che insegnare fa schifo, ma che ora come ora è il mstiere più difficile di tutti almeno secondo me.
Chi insegna deve fortemente volerlo fare altrimenti si finisce come la mia insegnante del penultimo anno che si metteva a piangere perchè si sentiva incompresa: ora i miei compagni erano irrequieti ma con altri prof stavano buoni, quindi non era una classe di mostri.
Lo ribadisco anche qui; insegnare non è DI SICURO il mestiere che fa per me, perchè sono una persona fin troppo ansiosa e che ha problemi di autostima, quindi anche se in teoria mi potrebbe piacere, non lo ritengo utile alla mia salute mentale.
Sono però contenta di vedere tante persone appassionate all'insegnamente è un buon seno per il futuro!
Vorrei aggiungere una postilla nella vita si avranno molti insegnanti, ma sarà poi uno solo quello che noi sceglieremo come maestro.
Un po' come Dante che sceglie di essere guidato da Virgilio on so se avete capito quello che volevo dire. In ogni modo si tratta di QUELL' insegnante quello che non solo aumenta la nostra cultura ma fa crescere la nostra anima!
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Re: Passeggiando per i corridoi di un liceo scientifico...

Messaggio Da Ivan il Ven 18 Lug 2008, 21:23

Fa piacere leggere queste cose, davvero.
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Re: Passeggiando per i corridoi di un liceo scientifico...

Messaggio Da Mauro il Ven 18 Lug 2008, 21:47

Concordo con Ivan.
Leggere la storia di Phylos fa capire, anche, come la questione dei rapporti tra i "giovani" e la scuola sia in realtà molto più profonda di quanto si creda.
Io sono sempre stato convinto che una società che paga così poco gli insegnanti e che, soprattutto, li ritiene dei "falliti" non abbia un gran futuro; perché i ragazzi hanno bisogno di professori capaci, carismatici e desiderosi di insegnare, convinti dello scopo sociale della loro opera.
Insegnare non è per niente un mesterie come un altro, perché se gli insegnanti sono pessimi quello che si perde è il futuro...
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